Il castello di Sammezzano: un tesoro orientale nel cuore della Toscana

 

Nel cuore della toscana a poca distanza da Leccio trova sede una tra le più eclettiche strutture italiane:  il castello di Sammezzano.
Situato precisamente nel comune di Reggello, in provincia di Firenze, la tenuta di ampissime dimensioni ruota intorno ad un edificio principale risalente al XVI secolo ed appartenuto a diverse importanti famiglie tra i cui nomi spiccano gli Altoviti ed i De’ Medici.
Nel 1605 il castello assunse la fisionomia attuale grazie all’intervento di ristrutturazione della famiglia Ximenes D’Aragona, cui il castello appartenne fino al 1816.
Lo stile moresco su cui la ristrutturazione si è basata, caratterizzato dall’uso di cupole ornate in stucco o gesso e mosaici in ceramica, è un tipo di arte islamica che prende spunto dalla corrente culturale dell’Orientalismo che si diffuse in Europa agli inizi dell’800 e che trovò in Firenze uno dei maggiori centri. È proprio tale stile a rendere il castello uno tra i tesori italiani più originali ed affascinanti.
Nonostante la sua incredibile particolarità la tenuta ebbe vita travagliata: dopo la morte dell’ultimo proprietario, Ferdinando Panciatichi Ximenes D’Aragona il castello fu oggetto di incuria ed intemperie, fu abbandonato ai saccheggi durante la seconda guerra mondiale per essere poi trasformato, al termine di questa, in hotel di lusso. Solo nel 1990 venne acquistato da una compagnia inglese ma a causa di una crisi finanziaria rimase comunque in uno stato di abbandono.
Oggi finalmente il castello è affidato alle cure di una organizzazione no profit, il Comitato FPXA 1813-2013 che si occupa della sua riqualificazione e delle aperture alle visite in determinati periodi dell’anno. La struttura non è infatti ordinariamente aperta al pubblico ma per avere informazioni riguardanti le aperture speciali è sufficiente consultare la pagina facebook del castello od il sito del comitato.
Durante le aperture speciali meritano senz’altro una visita la Sala dei Pavoni e la Sala dei Gigli, due delle 365 stanze presenti costruite una per ogni giorno dell’anno.
Assolutamente da non perdere è il parco annesso al castello, di incredibile rarità e bellezza e voluto dallo stesso Ferdinando Panciatichi, che comprende una infinita varietà di specie arboree esotiche ed indigene arricchite da preziosi elementi architettonici come fontane e vasche realizzate nello stesso stile moresco del castello.
Nel parco si trovano inoltre ben 57 esemplari adulti di sequoie giganti, il più numeroso gruppo in italia, con alberi che superano i 35 m di altezza e gli 8.4 m di circonferenza e fra i quali spicca la “sequoia gemella” alta più di 50 m che fa parte dei 150 alberi di ” eccezionale valore ambientale o monumentale”.
Un patrimonio unico e raro, tutto italiano, che merita senz’altro un momento di attenzione e che permette di sognare una cultura magica e lontana.